Le Direttive RoHS (acronimo di Restriction of Hazardous Substances) impongono restrizioni sull’uso di determinate sostanze pericolose nella fabbricazione di vari tipi di apparecchiature elettriche ed elettroniche, con particolare riferimento ai metalli pesanti.
La normativa è strettamente collegata a un’altra direttiva europea, quella che riguarda lo smaltimento dei rifiuti EEE (Electrical and Electronic Equipment), e allo stesso modo pone particolare attenzione al tema dei rischi per la salute.
La storia delle Direttive RoHS inizia nel 2002: la prima, conosciuta come Direttiva 2002/95/CE, si riferiva solo a 6 sostanze considerate tossiche e pericolose.
La conformità alla RoHS è diventata dal 1° luglio 2006 un requisito obbligatorio per tutti i prodotti elettrici ed elettronici immessi in commercio.
Nel 2011 viene pubblicata la direttiva RoHS 2, che impone l’obbligo della marcatura CE e della dichiarazione di conformità UE per le apparecchiature elettriche ed elettroniche immesse sul mercato.
La marcatura CE implica anche il superamento di alcuni test e quindi la presenza di un soggetto terzo, l’ente certificatore, che dev’essere un soggetto ufficialmente riconosciuto e chiaramente identificabile dal certificato CE.
Con la Direttiva 2015/863 entrata in vigore il 22 luglio 2019, conosciuta come RoHS 3, vengono aggiunte altre 4 sostanze alla lista delle precedenti 6.
Di seguito, l’elenco delle sostanze che a partire dal luglio 2019 sono vietate secondo le disposizioni della RoHS 3 e delle concentrazioni massime previste per alcune di esse:
- Piombo
- Mercurio
- Cadmio
- Cromo esavalente (Cromo VI)
- Bifenili polibromurati (PBB)
- Etere di difenile polibromurato (PBDE).
- Ftalato di bis(2-etilesile) (DEHP) (0,1 %)
- Benzibutilftalato (BBP) (0,1 %)
- Dibutilftalato (DBP) (0,1 %)
- Diisobutilftalato (DIBP) (0,1 %)
Gli innumerevoli dispositivi elettrici ed elettronici che hanno invaso il mondo e fanno parte della nostra vita quotidiana, tra cui telefoni cellulari, assistenti virtuali, droni, stampanti 3D, dispositivi medici, rispondono tutti ai requisiti di conformità RoHS 3, sia che si tratti di beni prodotti in paesi comunitari che extracomunitari.
In particolare, sono sottoposti alla direttiva:
- grandi elettrodomestici
- piccoli elettrodomestici
- apparecchiature informatiche e per telecomunicazioni
- materiali di consumo
- apparecchiature di illuminazione
- strumenti elettrici ed elettronici
- giocattoli e dispositivi per il tempo libero e per lo sport
- distributori automatici
A queste categorie si vanno ad aggiungere, a partire dal:
22 luglio 2014: Dispositivi medici, strumenti di controllo e monitoraggio
22 luglio 2016: Dispositivi medici di diagnosi in vitro
22 luglio 2017: Strumenti industriali di monitoraggio e controllo
22 luglio 2019: Altre apparecchiature elettriche ed elettroniche non comprese nelle categorie sopra elencate
Quando si tratta di prodotti importati, l’obbligo di attestarne la conformità alla Direttiva RoHS e alla marcatura CE è completamente a carico del soggetto che immette i beni nello Spazio economico europeo, e quindi dell’importatore.
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Ma una domanda che ci si pone di frequente è: come si può essere sicuri che un fornitore extra comunitario sia in possesso della certificazione RoHS, tenuto conto che questo tipo di certificazione è prevista solo per i paesi della Comunità Europea? Spesso il produttore estero possiede una certificazione relativa a una precedente produzione, ma questo non garantisce che i prodotti che gli vengono commissionati adotteranno gli stessi standard.
In questi casi, ma in generale per tutti i tipi di certificazioni, è necessario effettuare un test di conformità (preferibilmente nel paese di produzione, presso un ente internazionale) su un campione prelevato dal lotto di produzione. Questo è l’unico modo per eliminare ogni dubbio circa la buona fede e il rispetto delle direttive.
Inoltre a tutela dell’importatore è consigliabile stabilire una modalità di pagamento garantita, con una clausola che in qualche maniera, anche solo attraverso un controllo documentale, circoscriva chiaramente le responsabilità del produttore estero in materia di Direttiva RoHS, e non esponga l’importatore al rischio del pagamento di un acconto senza avere la certezza assoluta della buona fede del produttore.
Quindi, come ben si evince da queste sintetiche considerazioni sulla Direttiva RoHS, importare alcune tipologie di prodotti richiede un mix di valutazioni in merito a normative, prezzi, qualità della produzione, metodi di pagamento e molti altri aspetti. L’ausilio di un consulente potrebbe quindi essere un supporto valido, se non addirittura necessario.
La direttiva RoHS:
l’armonizzazione delle altre normative simili nel mondo.
La globalizzazione e la tendenza a creare un mercato unico nel mondo, spinge le legislazioni dei vari paesi a cercare di armonizzare le regole di sicurezza e tutela dell’ambiente dei beni prodotti o commercializzati nei singoli paesi, questo ovviamente consente di aumentare a dismisura l’interscambiabilità dei beni.
Abbiamo infatti in vari paesi del mondo varie direttire RoHS , di seguito un veloce elenco dei paesi che hanno legiferato in materia, implementando delle direttive simili alla direttiva europea RoHS:
Normativa ROHS - Cina
Anche la Cina dal marzo 2007 ha applicato una normativa che limita l’uso di sostanze pericolose nell’elettronica. Le sostanze che devono essere contenute nella misura dell’0,1% e per il cadmio nella misura dell’0,01% sono 6 :
piombo, cadmio, mercurio, cromo esavalente, biifenili polibromurati (PBB)
difenil eteri polibromurati (PBDE).
I prodotti assoggettati a queste restrizioni sono :
- Equipaggiamento radar per aerei e navi;
- Tutti gli equipaggiamenti per le comunicazioni e le trasmissioni televisive;
- Tutti i tipi di computers;
- Tutti i tipi di apparecchi elettronici per uso domestico;
- Strumenti di misurazione elettronica;
- Strumenti elettronici per uso professionale;
- Componenti elettronici;
- Altre applicazioni nei prodotti elettronici
L’etichetta che indica il rispetto della normativa cinese è obbligatoria per tutti i prodotti elencati e si basa su un’autodichiarazione del produttore. Il controllo del rispetto della normativa
viene condotto dalle competenti autorità cinesi e non è previsto un test da parte del produttore.
I requisiti di marcatura sono stabiliti nella marcatura SJ/T11364-2006 “per il controllo dell’inquinamento causato da prodotti di informazione elettronica “che coprono la marcatura del prodotto e GB / T18455-2010
L’etichetta da apporre è composta da 2 tipi di logo:
- Un logo verde che indica che non ci sono sostanze tossiche o, comunque, sono nei limiti
- un logo arancione che indica invece che il prodotto contiene sostanze tossiche e, in questo caso, è necessario che ci sia anche una tabella che indichi esattamente quali sostanze tossiche sono contenute.
Normativa RoHS negli USA - Stato della California
La RoHS californiana è entrata in vigore il 1 gennaio 2007. Tuttavia, impone restrizioni solo su 4 sostanze; ossia : piombo, mercurio, cadmio e cromo esavalente.
Inoltre, le restrizioni riguardano solo i dispositivi elettronici coperti da schermi superiori a 10 cm, quali apparecchi con display al plasma e così via. Non rientrato invece gli altri tipi di schermi inclusi all’interno di dispositivi più grandi.
Va inoltre ricordato che anche altre stati americani stanno implementando normative simili alla RoHS; tra questi : New York, Minnesota, New Mexico, Indiana.
Molti altri paesi al mondo hanno adottato normative RoHS volte a limitare l’utilizzo delle prime sei sostanze tossiche contemplate dalla originale normativa europea, tra questi paesi, possiamo ricordare :
- Normativa RoHS – Singapore
- Normativa RoHS – Taiwan
- Normativa RoHS – Korea
- Normativa RoHS- India
- Normativa RoHS-Giappone
- Normativa RoHS- Emirati Arabi Uniti
- Normativa RoHS- Turchia
- Normativa RoHS- Ucraina
- Normativa RoHS- Russia
>Altri paesi inoltre hanno cominciato l’iter per allinearsi alle altre normative RoHS nel mondo, come il Brasile.
Altri paesi inoltre hanno cominciato l’iter per allinearsi alle altre normative RoHS nel mondo, come il Brasile.
Questo articolo è solo un breve riassunto di quella che è la normativa RoHS e delle sue applicazioni nelle diverse aree economiche del mondo, ma come si può notare è un tema piuttosto complesso e, dunque, si rimanda a leggi e regolamenti in materia per eventuali approfondimenti.
RoHS 3
Eccezioni alla normativa
In un precedente articolo, abbiamo già spiegato cosa sia la normativa RoHS 3 , ossia un’integrazione (la terza per l’esattezza) alla normativa già preesistente, che è entrata in vigore il
22 luglio 2019. La RoHS 3 ha aggiunto altre sostanze a quelle già previste dalla precedente direttiva che si possono riassumere in 6 sostanze originali , ovvero :
RoHS 2002/96/EC:
- Cadmio (Cd);
- Cromo esavalente (Cr VI);
- Piombo (Pb);
- Mercurio (Hg);
- Bifenili polibromurati (PBB);
- Polibromodifenileteri (PBDE)
Tutte queste sostanze devono essere inferiori allo : 0,1%
La limitazione veniva applicata a tutti quei prodotti; quali :
- Grandi elettrodomestici
- Piccoli elettrodomsestici
- Apparecchiature informatiche e per telecomunicazioni
- Apparecchiature di consumo
- Apparecchiature di illuminazione
- Strumenti elettrici ed elettronici
- Giocattoli e apparecchiature per il tempo liberio (videogiochi etc..)
La RoHS 2 (2011/65/EU)
Ha esteso l’ambito di applicazione ai
- Dispositivi medici
- Strumenti di monitoraggio e controllo
- Industriali
Nel 2015 con la RoHS 2 vengono introdotte altre 4 sostanze :
- Ftalato di bis(2-etilesile) DEHP: 0.1%
- Benzilbutilftalato (BBP): 0.1%
- Dibutilftalato (DBP): 0.1%
- Diisobutilftalato (DIBP): 0.1%
La direttiva riguarda l’intera industria delle apparecchiature elettriche ed elettroniche (AEE): qualunque azienda che produca o introduca prodotti finiti, sottoinsiemi o componenti sul mercato europeo, deve verificarne la conformità alla direttiva RoHS.
Tuttavia, ci sono delle eccezioni quali :
- per i dispositivi medici, anche in vitro
- per gli strumenti di monitoraggio e controllo, compresi quelli industriali per i quali l’obbligatorietà dei requisiti scatterà dal 21 luglio 2021
Va inoltre ricordato che la direttiva RoHS impone l’obbligo della marcatura CE ed i requisiti per la dichiarazione di conformità; infatti prima di immettere sul mercato apparecchiature elettriche ed elettroniche (AEE), il produttore, l’importatore o il distributore deve assicurarsi che sia stata applicata l’adeguata procedura di valutazione della conformità nel rispetto della normativa.
Come già precisato sopra, la restrizione concernente DEHP, BBP, DBP e DIBP si applica ai dispositivi medici, compresi i dispositivi medici in vitro, e agli strumenti di monitoraggio e controllo, compresi gli strumenti di monitoraggio e controllo industriali a decorrere dal 22 luglio 2021.
Infine, a questo punto, potrebbe essere importante chiarire il concetto di immissione nel mercato europeo di un bene finito.
Nel caso della produzione nel territorio Ue, l’immissione avviene quando il bene viene ceduto al distributore o al destinatario finale.
Invece, se si tratta di importazione da un paese extra UE (ad es. dalla Cina) l’immissione si ha quando il prodotto viene sdoganato all’interno del territorio europeo, ovvero che il bene venga trasferito presso il magazzino dell’importatore, del distributore o, anche, direttamente presso il destinatario finale del bene (colui che dovrà utilizzarlo).
Nonostante, si sia cercato di inserire quante più informazioni possibile, questo articolo non può considerarsi esaustivo in materia di certificazione RoHS, anzi per tutti gli approfondimenti in materia si rimanda al seguente link e alla sue integrazioni :
Il testo della direttiva RoHS (PDF), su eur-lex.europa.eu.

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